24 febbraio 2012

Mouchette


I. sangue (faccia di topo)

la vita della quattordicenne Mouchette è l’esempio cristallino di quello che non dovrebbe essere l’infanzia e, per esteso, la giovinezza: cresciuta nella più totale miseria, è costretta a fare da vice-mamma al fratellino visto che la loro, di mamma, giace a letto gravemente malata; a scuola è ghettizzata e, per questo, cova un profondo rancore verso i suoi coetanei e la loro esibita diversità, che sfoga lanciandogli contro pezzi di terra; il padre è manesco e ubriacone e le parla solo per sgridarla. Mouchette non ha veramente nulla per poter trascorrere qualche momento di felicità, sembra che l’intero paesaggio umano in cui è nata e cresciuta non possa provare nulla più che sorda ed egoistica pietà nei suoi confronti.

II. livore (il Martirio rivisitato)

il taglio realista evita di scandagliare l’arbitrio individuale della ragazzina, trasmettendo l’immagine di un giunco trascinato dalla corrente del fiume e niente di più. l’ennesima figura di carne venuta a soffrire e morire nella valle di lacrime del signore. in questo, l’opera è profondamente permeata del nichilismo denigratorio della natura umana propria della versione cattolica del cristianesimo: solo e soltanto di dolore e privazione è costellato il percorso dell’essere umano. fa niente se, esplicitamente, non vengono fatti riferimenti al messaggio e al simbolismo religioso: la protagonista stessa, con la sua frustrazione e solitudine, è una figura tragica, esemplare, biblica, una madonna imbronciata: il che è una cosa che fa rabbrividire, se detta riguardo a una bambina. il letto del fiume diventa l'ultimo abbraccio vivo di un mondo che non sembra aver mai voluto bene alla ragazza, un mondo così crudele da toglierle anche l’unica figura dalla quale avesse mai ricevuto amore. timidamente ma perentoriamente, il suo addio al mondo è un'elogio al nulla di cui è pieno il presente.


titolo originale: Mouchette
un film di Robert Bresson
1967

6 commenti:

  1. quando lo vidi contribuì ad aumentare il disgusto che provo per la razza umana. Lo so, sono parole forti, però è quello che mi successe. mi fa piacere vederlo confermato qui, nel tuo blog :) Complimenti, non è facile cogliere tutte le sfumature emozionali nei film di Bresson. La sua regia così stilizzata può trarre in inganno, facendo sembrare i suoi lavori vuoti, pesanti, catatonici, privi di spessore, ma se si presta maggiore attenzione (cosa che sono riuscito a fare con umiltà e impegno rivedendo i suoi film) si capisce che il regista adotta questo metodo per spingere lo spettatore a lavorare di sua fantasia. Cito un pezzo che ho letto in un libro di cinema: "Bresson si serve delle difese naturali dello spettatore, dei suoi meccanismi di protezione, per spingerlo di sua volontà a prendere la stessa identica decisione che il regista aveva preparato per lui."
    Il suo film che ho preferito? Il diavolo probabilmente

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  2. grazie davvero, Wayne.
    Bresson è uno dei pesi massimi più grandi che quest'arte abbia mai avuto: inutile dire che lo stile- che tu hai sintetizzato benissimo- del regista lo trovo superbo, semplicemente meraviglioso, perché è come se la regia scomparisse: lo spettatore è solo con i personaggi.

    con questo film in particolare ho sempre avuto un "rapporto" particolare: da una parte, lo stile mi cattura appieno, mentre il contenuto mi lascia sempre interdetto, perché da' una rappresentazione dell'essere umano troppo facile, troppo prevedibilmente "cattiva". mi spiego: le persone in questo film funzionano come pupazzi a impulsi meccanici, come se non hanno altra scelta se non fare il male. una visione troppo semplice, troppo pessimista. l'uomo non può essere fatto di solo odio.

    quasi sicuramente si tratta del film più nichilista che abbia mai visto, con buona pace della metà dei drammi e degli orrori recensiti su questo blog :)

    Il diavolo probabilmente è un film enorme per qualità e importanza (e, prima o poi, dovrò scriverci qualcosa), che è anche uno dei miei preferiti di Bresson con L'Argent.

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  3. Che recupero, Einzige.
    Un film devastante, che fa la barba a Rosetta, suo fratellino molto minore.
    Bresson gigante.

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    1. grazie mille, James :)
      i Dardenne praticamente hanno fatto una versione aggiornata di Mouchette, ma il capostipite non si batte: uno dei film più "cattivi" e duri che abbia mai visto.

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  4. L'Argent era piaciuto molto anche a me. Questo invece non l'ho ancora visto, ma prima o poi rimedierò.

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    1. L'Argent è un film stupendo, ricordo di averne letto delle belle parole da parte tua quando spulciavo il tuo blog i primi tempi :)
      anche Mouchette è bellissimo, ma è un film che fa veramente arrabbiare ;)

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